CORE MATO

Intervista ai finalisti di Musica da Bere 2026: CORE MATO

Indie rock, dance e post-punk senza steccati

Un progetto che affonda le proprie influenze soprattutto nell’indie rock degli anni 2000 – 2010, contaminandolo con alternative dance e post-punk.
CORE MATO costruisce la propria musica partendo da alcuni elementi volutamente essenziali – bassi, cassa dritta e voci pitchate – per lasciare poi spazio alla massima libertà compositiva.
Il recente album this is not my first album but it is raccoglie canzoni inizialmente nate come singoli e diventate progressivamente un lavoro unitario.
Dopo un’estate trascorsa in tour in Italia e alcune date internazionali, il progetto guarda già verso nuove canzoni e un secondo disco.

Musica da Bere, come dimostra anche lo storico della manifestazione, è stata un’opportunità per tanti talenti musicali. Tu, questa opportunità, come la stai vivendo? E che cosa ti ha spinto a partecipare al contest?

“Conosco Musica da Bere da diverso tempo e da diverso tempo la “osservo” senza avervi però mai partecipato (con altri progetti che ho avuto).
Mi è chiara però la rilevanza che sta avendo per gli emergenti in Italia. Quindi mi è parsa una cosa interessante mandare la candidatura come CORE MATO e sono molto contento di potervi prendere parte quest’anno.”

Un po’ indie rock, un po’ alternative dance, un pò post-punk. Quali sono le origini e i confini della tua musica?

“Le origini, in quanto a influenze principali, affondano in particolar modo nel movimento indie-rock del 2000/2010. Soprattutto quello con una certa attitudine dance, che è poi molto vicino a quello che faccio.
La questione dei confini interessante. Quando mi sono approcciato alla scrittura e alla produzione dei pezzi che oggi sto suonando ho scelto degli elementi (l’utilizzo di solo bassi, cassa dritta, voci pitchate) che hanno effettivamente creato dei confini, degli argini. Dati questi elementi che hanno creato una guida tutto il resto è stato molto legato a un sentimento di libertà: fare quello che mi piace e basta.”

Recentemente è uscito l’album “this is not my first album but it is”, il titolo ironizza sulla fatica che il talento fa ad emergere in Italia?

“Sicuramente in Italia emergere non è affatto semplice, e questo permetterebbe grandi possibilità di ironia.
Il titolo però nasce dal fatto che inizialmente volevo far uscire una canzone alla volta (cosa che effettivamente è successa per diverso tempo) senza pensare di fare un disco. Si è però poi concretizzata la possibilità di raccogliere tutte queste canzoni all’interno di un disco. Quindi le canzoni non sono nate pensando a un disco. Nonostante siano molto legate stilisticamente l’una con l’altra.
Inoltre questo non è effettivamente il primo disco, nel senso che con altri progetti ho fatto altri dischi nella mia vita. Ma come CORE MATO è effettivamente il mio primo disco. Quiiiiindi tutto questo mix di cose messo insieme è diventato “this is not my first album but it is”.”

Questa estate hai fatto un bel tour per l’Italia. Che cosa ri-porti a casa da questi live?

Suonare, fare concerti, è molto bello, mi piace molto ovviamente, ma quello che alla fine credo di portami a casa maggiormente quando sono in giro sono le persone, gli incontri.

“Sono una persona molto curiosa, vorace di storie. Poter incontrare tante persone diverse è molto stimolante per quanto mi riguarda, nutriente, vitale. E poi è bello, prezioso, vedere quante (tante!) persone ci siano in giro per l’Italia che dedicano moltissimo del loro tempo libero, spesso anche delle loro ferie, per organizzare festival, eventi e concerti. Tra l’altro spesso in posti incredibili (che bella l’Italia!).”

Quali sono i prossimi progetti futuri?

“Da qui a fine anno ci saranno ancora un po’ di concerti in Italia e con l’anno nuovo l’obiettivo è fare qualche giro in Europa. In realtà già ad ottobre farò due concerti in Spagna, proprio il weekend in cui ci sarà anche la prima fase finale di Musica da Bere.
Sto continuando a scrivere e sicuramente nei prossimi mesi la cosa di cui ho più voglia è chiudere un po’ delle nuove canzoni e capire che forma prenderà il secondo disco.”

CORE MATO è finalista della 17ª edizione di Musica da Bere, il contest per musicisti emergenti alla ricerca della musica del futuro, selezionato tra oltre 500 proposte provenienti da tutta Italia.