Intervista ai finalisti di Musica da Bere 2026: Fujiiro
Una nuova identità tra psych rock e suggestioni orientali
Il nome è nuovo, il sodalizio artistico ha radici più profonde. I Fujiiro nascono ufficialmente nel 2026 dall’esperienza precedente dei Malva, ma il cambio di nome segna soprattutto una netta trasformazione musicale: dall’alternative e dall’indie verso il rock psichedelico, con suggestioni orientali e mediorientali. Il loro primo album, ‘Tra mandrie e stormi hai un déjà vu’, è un lavoro interamente autoprodotto, successivamente affidato per il mix a Bruno Germano. King Gizzard and the Lizard Wizard, Queens of the Stone Age, CSI, Iosonouncane e Verdena sono alcuni dei riferimenti di una band che rivendica proprio l’impossibilità di essere rinchiusa dentro un’unica etichetta.
Musica da Bere, come dimostra anche lo storico della manifestazione, è stata un’opportunità per tanti talenti musicali. Tu, questa opportunità, come la stai vivendo? E che cosa ti ha spinto a partecipare al contest?
“Musica da bere è sicuramente uno dei contest più rilevanti a livello nazionale, che negli anni ha visto la partecipazione di numerosi artisti che si sono successivamente affermati; per tale motivo l’essere stati selezionati tra i finalisti rappresenta già di per sé un riconoscimento importante.
Siamo molto felici di poter partecipare a questa edizione, è un’occasione preziosa per il nostro percorso e che potenzialmente può aiutarci ad arrivare a chi ancora non ci conosce.”
La vostra nascita come band, sulla carta, è davvero recente, ma il vostro progetto artistico affonda le radici in un lasso di tempo molto più lungo. Ci raccontate il vostro percorso?
“Sì, Fujiiro nasce ufficialmente nel 2026, tuttavia prima di questa esperienza tutti e tre facevamo parte di un’altra band, Malva. Nonostante la formazione sia praticamente la stessa (tranne per l’uscita dal gruppo dell’ex bassista) il cambio del nome nasce dall’esigenza di dare un nuovo volto ad una direzione musicale nettamente diversa da quella appartenente al passato. Se i Malva si muovevano nell’infinito terreno del rock alternativo e dell’indie, con Fujiiro abbiamo intrapreso una strada che ci ha avvicinato maggiormente al rock psichedelico, o psych rock, qualunque interpretazione gli si voglia dare, ed a respiri musicali a tratti orientaleggianti/mediorientaleggianti, rendendoci progressivamente consapevoli di un vero e proprio “viraggio artistico”. Da tutto questo la necessità di ripartire e ri-definire l’identità de progetto, anche, appunto, attraverso il cambio di nome.”
Difficile definire e “imbrigliare” la vostra musica in un unico genere. Voi come definireste la vostra musica?
“È vero, non è semplice sintetizzare con un’etichetta realmente calzante quello che proponiamo. Sicuramente la realizzazione del nostro primo disco, “Tra mandrie e stormi hai un déjà vu”, ha subito numerose influenze da vari generi e progetti ad essi collegati. Ad esempio, siamo grandi fan di band come King Gizzard and the Lizard Wizard e Queens of The Stone Age, ma se torniamo in Italia anche CSI, Iosonouncane, Verdena e così via. Potremmo provare ad azzardare che ci troviamo su di un ponte barcollante tra questi mondi?”
Ad aprile è uscito, appunto, il vostro primo album “Tra mandrie e stormi hai un deja vu” per Overdub Recordings, anticipato dall’uscita dei singoli “Sioux” e “Sister Gone”. Che cosa “racconta” di voi e del vostro viaggio musicale?
“Tra mandrie e stormi hai un déjà vu” è il nostro primo disco e ha rappresentato per noi un viaggio lungo ed intenso; è uscito in tempi relativamente lontani rispetto al momento in cui lo abbiamo iniziato a concepire. Questo sia a causa della pandemia che ha rallentato (se non fermato e talvolta resettato) tutto il processo, sia perché lo abbiamo interamente autoprodotto. Successivamente abbiamo deciso di contattare Bruno Germano per il mix (noto principalmente per le felici collaborazioni con Iosonouncane, Daniela Pes, A Toys Orchestra, Massimo Volume, per citarne alcuni, ma che ha dato vita a numerosi altri dischi di valore). È stato molto bello poter conoscere Bruno e collaborare insieme, grazie a lui siamo riusciti a dare la forma finale al nostro primo disco, al quale siamo, nella sua imperfezione e non linearità, molto affezionati.”
Progetti per il futuro, qualche anticipazione?
“Durante l’estate ci siamo visti nuovamente con Bruno per registrare e produrre nuovo materiale.”
A ora possiamo solo dire che è stato un periodo intensissimo, caldo e felice. Vedremo che cosa sarà e quando sarà.



